le magnifiche sorti e progressive



Il dottor Veronesi ha espresso questo parere sugli inceneritori, in prima serata su raitre, trovando, tra le altre, questa reazione, circolante su internet. a chi dare ragione?
Non posso dire: ha ragione uno, ha ragione l'altro, perchè non essendo una persona laureata in medicina, non posso direttamente studiare le analisi a disposizione. Però posso esprimere una fiducia, che si basa su molti fattori.

La scienza è oggettiva? pensavo di si. Poi cominciai a riflettere sul fatto che per secoli la scienza considerò attendibile (e fece credere vera) questa ipotesi sull'universo, con la Terra al centro, e il Sole a girarle inteorno. (per chi vuole approfondire).
Come hanno fatto a sbagliare per tanto tempo, se i dati sono "oggettivi", e basta misurarli?
Ma i dati, sono veramente interamente oggettivi?
Vorrei tanto chiederlo ad un mio trisavolo, se, "oggettivamente", un computer è diverso dalla televisione. Chissà che risposta ne verrebbe fuori. Oppure ad un africano, chiedere se "oggettivamente", come pensa l'eschimese, esistono (almeno) 6 tipi diversi di neve.

Penso invece che ciò che osserviamo dipende in parte da noi, da ciò che vogliamo sapere da quello che osserviamo. Mi disse una persona cui ho voluto molto bene: se non c'è domanda, non avrai nessun tipo di risposta; ma se domanderai, avrai solo la risposta che merita la tua domanda.

Insomma la ricerca scientifica non è (mai) stata pura, ma è orientata da ipotesi che cercano una verifica empirica, e che influenzano il modo di osservare la realtà.

Per tornare agli inceneritori, il nodo del discorso è la necessità (per la scienza) di dimostrare una legge causa - effetto che spieghi con tutta evidenza l'insorgenza di tumori in presenza di diossina, emessa dagli inceneritori.
Non sono in grado di entrare nel dettaglio scientifico, ma voglio fare un'analogia. Quando parliamo di corvi, diamo per scontato il loro colore. Sono tutti neri. Sicuri? rispondiamo di si, ma solamente per esperienza. Non esiste una sola legge chimica, che spieghi il colore nero come "determinato" necessariamente dalla presenza di un'insieme di cellule che "identificano" geneticamente il corvo. Ma statisticamente tutti i corvi osservati, sono risultati neri, e tutte le cose non nere osservate, non sono corvi: ciò basta a tutti per far finta che esista "una legge", anche se, da un punto di vista scientifico, non lo è.

In medicina, secondo voi, è più grave accettare un'ipotesi sbagliata, ed essere tacciati di poca professionalità, o respingere un 'ipotesi vera, per essere stati troppo rigorosi?
Se siamo flessibili quando discutiamo del colore di un corvo, perchè non esserlo a maggior ragione parlando di salute umana e inceneritori?

Veronesi, al contrario, è rigoroso. Parla degli inceneritori come se parlasse scientificamente di semplici corvi, cioè cercando prima una legge "formale" per poter poi affermare con "evidenza" che -si, si può dire che "tutti i corvi sono sempre neri". Altri, invece, parlano di inceneritori come se fossero cittadini preoccupati; mossi dalla preoccupazione per la salute umana, preferiscono accettare un'ipotesi che può dimostrarsi (ce lo auguriamo tutti) falsa, comportandosi di conseguenza, piuttosto che nascondere la testa sotto la sabbia, e respingere quell'ipotesi fino a quando non c'è una legge "formale" che decida per loro.

A mio parere Veronesi, se come scienziato può aspettare la coerenza del pensiero scientifico, come cittadino dovrebbe utilizzare un pensiero un pò più pratico, e allontanarsi dagli inceneritori che ha vicino casa. E assumere, senza troppa sofferenza, che i corvi sono neri, dopotutto. anche oggi.

Per salvarsi la vita, un grand'uomo disse questo.
Per salvarsi la vita, accettò il formalismo dottrinale della Chiesa, e respinse un'ipotesi vera.
Per molto ma molto meno, Veronesi rischia di compromettere la sua immagine. Vorrei chiedergli se ne vale la pena.

Esistono comunque molte altre associazioni che fanno ricerca, come per esempio l'ISDE, cioè questa.
Non viene valorizzata dai mass media, non è pagata da aziende parte in causa come l'Eni (sponsor di Veronesi). Le ricerche svolte sono state finanziate dalla stessa associazione, da associazioni in difesa del consumatore, dalle ASL locali. Con risultati vermanente incoraggianti, nonostante i pochi fondi a disposizione.

diffondi

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